
Come lavoro
Il mio approccio alla psicoterapia
Ogni strumento che uso serve a fare la stessa cosa: aiutarti a sentirti di nuovo tu.
Esiste una direzione: aiutarti a ritrovare il contatto con te.
Il percorso per arrivarci, però, è diverso per ogni persona.
Per questo non esiste un metodo uguale per tutti.
La radice teorica, senza tecnicismi
Il mio lavoro affonda le radici nella psicoterapia della Gestalt, un approccio che presta particolare attenzione a ciò che accade nel presente: a quello che senti, pensi e fai, al modo in cui entri in relazione e a ciò che accade anche nel corpo.
Non significa dimenticare il passato. Significa osservare come ciò che hai vissuto continua a essere presente oggi: nel modo in cui reagisci, ti proteggi, entri nelle relazioni, ti avvicini o ti allontani, trattieni o esprimi quello che senti.
Durante il lavoro possiamo prestare attenzione alle parole, ma anche a come respiri, a dove senti una tensione, a ciò che eviti o a quello che continui a cercare senza accorgertene.
La Gestalt parte per me da un’idea importante: il cambiamento non viene imposto dall’esterno.
Può iniziare quando aumenta la consapevolezza di ciò che accade e diventano possibili modi nuovi di stare con te stesso, con gli altri e nella tua vita.


Corpo, relazioni e memoria
Nel tempo ho integrato nel mio lavoro prospettive e strumenti differenti.
Non li considero tecniche separate da applicare una dopo l’altra, ma linguaggi diversi attraverso cui comprendere la stessa persona.
โ
Il corpo e il sistema nervoso
A volte sappiamo razionalmente che non c’è più nulla da temere, eppure il corpo continua a comportarsi come se dovesse difendersi.
Tensione, agitazione, stanchezza, difficoltà a rilassarsi o bisogno di mantenere tutto sotto controllo possono diventare segnali importanti da ascoltare.
Nel lavoro terapeutico possiamo imparare a riconoscere ciò che accade quando il corpo rimane in allerta e a individuare modi più efficaci per ritrovare condizioni di sicurezza e regolazione.
โโ
Le relazioni e i legami
Le relazioni che abbiamo vissuto contribuiscono a costruire il modo in cui impariamo a fidarci, chiedere, avvicinarci, separarci e prenderci cura dei nostri bisogni.
Possiamo osservare insieme questi modi di stare nelle relazioni, soprattutto quando continuano a ripetersi anche se ci fanno soffrire.
Comprenderli non significa cercare colpe nel passato, ma aumentare la possibilità di scegliere qualcosa di diverso nel presente.
Le esperienze che continuano a farsi sentire
Ci sono esperienze che sembrano concluse e che, tuttavia, continuano a riattivarsi attraverso emozioni, pensieri, immagini o reazioni del corpo.
Quando questo accade, nel percorso lavoro secondo l'approccio EMDR, per elaborare ricordi ed esperienze dolorose o traumatiche che continuano ad avere un peso nel presente.
L’obiettivo non è cancellare ciò che è accaduto, ma permettere che quell’esperienza possa trovare un posto diverso nella propria storia.

Mindfulness, scrittura, fotografia e altre forme espressive
Non tutto passa necessariamente attraverso le parole.
La mindfulness, la scrittura, la fotografia, il disegno o altre forme espressive possono entrare nel percorso quando aiutano a osservare qualcosa da un’altra prospettiva o a raggiungere ciò che, in quel momento, il solo ragionamento fatica a raccontare.

Come si lavora concretamente
Il percorso comincia con un primo colloquio: uno spazio per conoscerci, comprendere ciò che porti e iniziare a capire insieme se e come procedere.
La durata del percorso non è stabilita in anticipo. Dipende da ciò che stai vivendo, dagli obiettivi che definiamo insieme e da come il lavoro procede nel tempo.
Non c’è una formula uguale per tutti.
C’è un accordo terapeutico che costruiamo insieme e che può essere rivisto durante il percorso, rispettando i tuoi tempi e ciò che emerge.
โ
Gli incontri durano tra cinquanta e sessanta minuti e possono svolgersi nel mio studio a Mantova oppure online.
Cosa puoi aspettarti, con onestà
Non ti dirò cosa fare.
Non ti darò risposte preconfezionate.
Quello che puoi aspettarti è uno spazio in cui poter essere più autenticamente presente, senza doverti giustificare, senza dover sembrare forte e senza avere già tutto chiaro.
Il cambiamento raramente arriva tutto in una volta.
A volte comincia da piccoli spostamenti:
una convinzione che si allenta,
una parola che finalmente riesci a trovare,
un’emozione che puoi permetterti di sentire,
un confine che riesci a mettere,
una possibilità che prima non riuscivi a vedere.
A volte basta uno spostamento piccolo per iniziare a guardare le cose da un’angolazione diversa.